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14-dic-2018

"Contemporanea. Pittori, incisori e scultori lucani. Generazione 1930-1960"

COMUNE DI POTENZA
Museo archeologico provinciale
dal 15 dicembre 2018 fino al 26 gennaio 2019

Organizzazione: Anna R.G.Rivelli, Consiglio Regionale di Basilicata e Provincia di Potenza

CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA
Struttura di coordinamento dell’attività di informazione e comunicazione

UFFICIO STAMPA

“Contemporanea. Pittori, incisori e scultori lucani. Generazione 1930-1960”
A Potenza nei locali del Museo archeologico provinciale inaugurazione della mostra promossa dal Consiglio regionale della Basilicata

ANTEPRIMA STAMPA

SABATO 15 DICEMBRE ORE 11.00

MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE DI POTENZA


Sarà inaugurata sabato 15 dicembre alle ore 17.30 negli spazi espositivi del Museo archeologico di Potenza, la mostra “Contemporanea. Pittori, incisori e scultori lucani. Generazione 1930-1960” promossa dal Consiglio regionale della Basilicata, ideata e curata da Anna R.G.Rivelli.

In esposizione le opere di 32 artisti della generazione 1930-1960 che per nascita e soprattutto per attività si legano al territorio lucano. La mostra ha come finalità il riconoscimento dell’attività svolta dai nostri artisti sul territorio nonostante le difficoltà che la marginalità geografica della Basilicata ha determinato in rapporto alla possibilità di più ampia notorietà. Non di meno con questo evento espositivo si intende tracciare un ritratto dell’arte lucana del Novecento per evidenziarne la complessità e la ricchezza e per sottrarre finalmente la nostra regione da quella immagine stereotipata di regione marginale anche culturalmente.

“Gli artisti scelti – spiega il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vito Santarsiero - hanno animato la realtà culturale della Basilicata degli ultimi settant’anni, caratterizzandola con una espressività vivace e varia, ben lontana da quello stereotipo di levismo con cui troppo spesso impropriamente la si è voluta identificare. L’arte della Basilicata per lungo tempo non ha potuto contare su una sistematica ricerca critica che ne evidenziasse espressione, qualità e specificità; peraltro gli artisti lucani, pur di notevole valore, hanno pagato con una non adeguata notorietà il prezzo di una marginalità territoriale, nonché una conseguente scarsa attenzione della critica nazionale ufficiale ai fenomeni culturali della nostra regione. Alla luce di una oggettiva analisi, va riconosciuto che lo stesso straordinario obiettivo di Matera Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019 non può considerarsi frutto soltanto del pur eccellente dossier di candidatura, ma è da ascrivere anche a quanti, come i numerosi artisti del nostro territorio, nel corso degli anni hanno contribuito ad elaborare, esprimere e rafforzare nelle nostre realtà, sensibilità, valori e visioni capaci di rendere la nostra regione ricca di cultura e bellezza e di confermarne l’identità, aprendola però sempre al confronto e al dialogo. La mostra vuole offrire una storicizzazione ed un giudizio preciso su una realtà artistica contemporanea che ci appartiene, realtà tanto indigena ed originale, quanto aperta all’arte del Paese. Consideriamo l’arte di un territorio – conclude - un elemento che molto più di altri ne segna ed esprime la identità, offrendone nel contempo una prospettiva di futuro. Senza arte e senza cultura è infatti difficile immaginare l’esistenza stessa di una comunità, nonché definire per essa percorsi di crescita e di sviluppo veri, caratterizzati dai valori della solidarietà, della coesione e dalla capacità di essere comunità inclusiva, equa, innovativa, competitiva”.

“Una sorta di compiacimento collettivo rispetto ad una immagine di regione crepuscolare e dolente – scrive la curatrice della mostra Anna Rivelli - ha alimentato per troppo tempo la leggenda di una Basilicata non solo economicamente, ma anche culturalmente marginale, perennemente e quasi ineluttabilmente terra di confino, cristallizzata nel ritratto etnoantropologico di quegli studi di stampo demartiniano che, mal posti o male interpretati, troppo spesso hanno avuto un peso spropositato sulla raffigurazione di questa regione. Alla tacita e remissiva (quando non addirittura collaborativa) accettazione di tale stereotipo ha di certo contribuito non poco la scarsa attenzione che il Mezzogiorno d’Italia in generale ha ricevuto nell’ambito della storia letteraria ed artistica nazionale, dimentica forse del fatto che da sempre le province sono i luoghi della esplorazione, fucine di pensiero e ricerca, in cui persino l’assenza di centralità riesce a farsi risorsa nella misura in cui consente di condurre l’elaborazione culturale, sottraendola agli imperativi di modi e mode dominanti. Si può affermare, pertanto, che, sebbene ancora poco riconosciuta (o, forse meglio, ancora poco conosciuta) dalla ufficialità – continua - la storia culturale e artistica dello scorso secolo in Basilicata evidenzia una vivacità che sarebbe persino sorprendente se non si volesse considerare che una cosa è la sistematizzazione del pensiero in teorie filosofiche che diventano colonne portanti della storia, un’altra è l’umore dei tempi che sollecita interrogativi e bisogni. Si può affermare con certezza, quindi, che gli artisti lucani hanno saputo dare un proprio originale apporto alla storia dell’arte del Paese e che il confronto con la cultura extraregionale è stato proficuo, come sempre proficuo e arricchente è un confronto, ma assolutamente paritario, di scambio e non di soggezione. Non si può non sottolineare ancora una volta quanto sia stato falsante qualsiasi racconto dell’arte lucana che abbia confuso la marginalità geografica della regione con una marginalità culturale. Va detto, peraltro, che quasi sempre la grande arte, come la grande poesia, trova terreno più fecondo nella elaborazione spirituale di un vissuto difficile, non lineare, lontano dalle grazie della critica e dalle luci della ribalta. Gli artisti hanno il dono di “annusare” il proprio tempo, di far macerare nella propria passione la contingenza, per ricavare ed indagare e distruggere e ricreare l’anima degli anni che attraversano. In Basilicata, anche in Basilicata, è stato così. Naturalmente la nostra indagine – conclude Rivelli - si è data dei confini temporali per potersi spingere a quegli artisti che hanno agito nella seconda metà del Novecento. La selezione è stata necessaria, funzionale al percorso che si intendeva raccontare, nonché alla fattibilità di una esposizione che sia sostanzialmente rappresentativa senza cedimenti alla pletoricità. Nessuna pretesa di esaustività, quindi, ma assunzione di responsabilità sì. Il terreno del contemporaneo è sempre un terreno difficile. Rinunciare ad indagarlo, però, significa tradire il futuro per non spiacere al presente”.

 

 

 


Questo l’elenco degli artisti in mostra: PIETRO BASENTINI, GIOVANNI CAFARELLI, DARIO CARMENTANO, PASQUALE CILIENTO, SALVATORE COMMINIELLO, GERARDO CORRADO, GERARDO CORRADO D’AMICO, GERARDO COSENZA, GIOVANNI DELL’ACQUA, FRANCO DI PEDE, ROCCO FALCIANO, GIUSEPPE FILARDI, NICOLA FILAZZOLA, ARISTIDE ROCCO GUARINO, LUIGI GUERRICCHIO, RAFFAELE IANNONE, PINO LAURIA, DONATO LINZALATA, NICOLA LISANTI, MIMMO LONGOBARDI, FELICE LOVISCO, VITTORIO MANNO, VITO MASI, ANTONIO MASINI, GIUSEPPE MIRIELLO, ARCANGELO MOLES, GIULIO ORIOLI, GAETANO POMPA, ANGELO RIZZELLI, SALVATORE SEBASTE, PIETRO TARASCO, NINO TRICARICO.


Titolo mostra: “Contemporanea. Pittori, incisori e scultori lucani. Generazione 1930-1960”

A cura di: Anna R.G.Rivelli

Sede: Museo Archeologico provinciale – Via Lazio - Potenza
Periodo: 15 dicembre 2018 – 19 gennaio 2019

Sede: ex Ospedale di S. Rocco – Piazza S. Giovanni – Matera
Periodo: 16 febbraio 2019 – 10 marzo 2019

Inaugurazione: sabato 15 dicembre ore 17.30 – Museo Archeologico provinciale – Potenza

Orari: martedì 9.00 – 13.00/ dal mercoledì al sabato 9.00-13.00 / 16.00-19.00

Ingresso: libero

Info: Piera De Marca
0971444833 museo.provinciale@provincia.potenza.it www.provincia.potenza.it


Ufficio Stampa: Loredana Costanza

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