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20-feb-2019

"Quale Autonomia"

COMUNE DI POTENZA
Museo archeologico provinciale "M. Lacava"
22 febbraio 2019 alle ore17:30
 

Organizzazione: Circolo Culturale "Silvio Spaventa Filippi" con il patrocinio della Provincia di Potenza

Il Circolo Culturale potentino “Silvio Spaventa Filippi” che quest'anno festeggia il suo cinquantenario e da quarantotto anni promuove il Premio Letterario Basilicata, esprime disagio e preoccupazione per la mancata corale reazione dei media, dei Consigli Regionali e dei Consigli Comunali meridionali dinanzi all’incalzante, assurdo rischio di compromissione dell’unità nazionale che si registra nel dibattito sull’estensione dell’autonomia regionale nel nord della Penisola.

La nota prende le mosse dalla manifestazione della SVIMEZ organizzata dal Circolo a Potenza il 22 febbraio alle 17.30 nel Museo archeologico provinciale sul tema “Quale autonomia”. La relazione sarà tenuta da Adriano Giannola, Presidente SVIMEZ.

La manifestazione, nata con lo scopo di stimolare un dibattito all'interno dei
gruppi politici rappresentati nel Consiglio Regionale della Basilicata, rileva come i toni del dibattito, giorno dopo giorno, rendano sempre più esplicita l’intenzione di accreditare la vecchia, ridicola, falsa immagine che indigna: quella immagine che presenta le regioni meridionali alla stregua di realtà irrimediabilmente arretrate, e principalmente tali per effetto di un non tanto sottaciuto svantaggio antropologico.
Risulta quanto meno allarmante che in qualche articolo di uno sgangherato quotidiano di Milano compaiano i termini “sudista” e “terroni”, e ricorrano titoli come “contro l’autonomia perché vogliono vivere sulle spalle degli altri”.
Il Circolo ritiene che si colgano addirittura accenti di coloratura razzista anche in estemporanee dichiarazioni di politici, specialmente lombardi, che in effetti riprendono dal magazzino l’oltraggioso lessico che annoverò l’inaudita incitazione “forza Etna”. Si esortano, pertanto, i dirigenti scolastici, gli insegnanti, gli scrittori, i saggisti, gli artisti, a una più decisa consapevolezza del momento per “far valere il dettato costituzionale sull’equa ripartizione delle risorse”.


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